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Fondi ODI: uno strumento di sviluppo che deve dare coesione sociale.

Ieri ho partecipato e ho promosso un incontro per riportare il dibattito dei fondi odi su contenuti e oggettiva realtà, dopo anche le mie provocazioni sul giornale per avviare la discussione era giusto affrontare il tema affrontando argomentazioni e con cognizione di causa.








I fondi Odi sono nati con un obiettivo valido e concreto come ricordato da Lorenzo Dellai che ci ha raccontato la genesi di questi fondi. Fondi che però nel tempo si sono limitati a guardare l'interesse del singolo Comune e anche i progetti di area vasta spesso servivano per accontentare i comuni di 2 o 3 fascia, senza una reale attenzione hai territori e alla tipologia di investimento.

Abbiamo proposto di rivedere la metodologia dei riparti e soprattutto di riportare i fondi su un piano di condivisione più ampio coinvolgendo anche i territori trentini nell'avvallare i progetti, così da non far più sembrare un privilegio ma un opportunità per parlare di territori di montagna e investire in politiche territoriali che non dovrebbero guardare ai confini geografici, ne dei singoli comuni ne delle province.


Riportiamo sul merito l'argomento portando in discussione con gli amici confinanti con il trentino una dibattito sugli obiettivi di fondi che devono far crescere i territori di montagna che vivono i nostri stessi problemi.


Un grazie ai sindaci che hanno partecipato: Antonio Loss, Loris Maccagnan, Michele Bertolini, Michael Rech, Roberto Carotta, Marco Depaoli



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