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Ucraina: è ora di fare tutti noi "mea culpa"!

Di seguito mia lettera pubblicata sul quotidiano L'Adige.

L’invasione dell’Ucraina è qualcosa da condannare nei termini più duri e che deve essere fermata in ogni modo possibile, lontana da ogni ideale e raziocinio a cui l’Europa e il mondo occidentale fanno riferimento.

Se da una parte l’azione del nuovo Zar Putin deve essere bloccata in ogni modo possibile, dall’altra il mondo occidentale si trova impreparato a reggere la sfida. L’Italia, in questo scenario, appare più di altri inadeguata per colpe alle quali non possiamo sottrarci e che oggi stanno venendo alla luce in modo inequivocabile.


Siamo colpevoli perché quanto sta accadendo è ahinoi l’emblema del fallimento parziale della politica occidentale in cui l’Italia, purtroppo, è imbarazzante protagonista. Siamo colpevoli perché come cittadini abbiamo contribuito all'impoverimento della politica nazionale lavandocene le mani con un voto irresponsabile e umorale che ha voluto dare credito a populisti, imbonitori, faccendieri e markettari.


Siamo colpevoli perché non ci siamo preoccupati di dotarci di amministratori capaci e responsabili, non abbiamo preteso politiche energetiche ed economiche serie.


Siamo colpevoli perché non abbiamo compreso quanto la politica estera sia oggi equiparabile a quelle interna e non da delegare al primo che capita poiché qualcosa di lontano e distante.


Siamo colpevoli perché abbiamo accettato di trasformare il parlamento da epicentro della democrazia e del legiferare, a set televisivo di una telenovela in cui contano più le comparsate nei talk-show che i contenuti espressi.


Siamo colpevoli perché abbiamo sostituito il raziocinio e l’analisi con l’emozione e le reazioni di pancia privilegiando l’ “ora” a scapito del “domani”. Dal referendum sul nucleare dell’87 vinto più per paura che per sensatezza ai blocchi dei progetti di trivellazione al largo della puglia, dalle proteste per le pale eoliche che “deturpano” il paesaggio alle impenetrabili procedure burocratiche per impiantare pannelli solari in maniera massiccia, dall’approccio “nimbi” sui termovalorizzatori alla mistificazione delle nuove tecnologie nucleari… questi sono gli atteggiamenti frutto delle nostre colpevolezze di cui sopra e che hanno reso la nostra ’Italia debole mettendola in un “cul de sac” difficilmente ormai retrovertibile.


Saranno mesi durissimi per tutti noi e la pandemia potrebbe diventare un piacevole ricordo rispetto alle potenziali problematiche che industria (scarsezza di energia) e settore alimentare (scarsezza fertilizzanti e materie prime) potranno avere.


E’ tempo di reagire quindi, di armarci e combattere ma senza impugnare fucili e lance. La nostra arma dovrebbe diventare la matita, usandola alle prossime elezioni, sia nazionali che locali, per espletare il nostro dovere di cittadini. Solo manifestando il nostro voto, tutti, scegliendo per una volta almeno, candidati validi, competenti, nuovi e responsabili potremmo sostituire bibitari, strilloni, populisti, principi e i poltronari che ingolfano la nostra nazione. Sia ben chiaro, ciò non basterebbe, il nostro compito non potrebbe ritenersi esaurito infatti poiché dovremmo impegnarci a vigilare e pretendere in modo continuativo che quanto ipotizzato in programmi e promesse venga fatto veramente.

Lo so, … sembra una visione utopica e di improbabile realizzazione, ma cercando di trovare un lato positivo anche nei terribili accadimenti di queste ore, possiamo sostenere che anche le assurdità alle volte possono diventare reali. Che una volta tanto queste non possano anche virare verso qualcosa di positivo e sano?

Alla fine, si chiederebbe soltanto di comportarsi da cittadini… ai cittadini.



Massimiliano Mazzarella

Membro consiglio direttivo Trentino in Azione.




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